Le apparizioni di Međugorje
Le Apparizioni di Medjugorje: un racconto che attraversa storia, fede e indagini
L’inizio di tutto (giugno 1981)
Nel giugno del 1981, in un piccolo villaggio dell’Erzegovina chiamato Medjugorje, accadde qualcosa destinato a far parlare il mondo intero. Nel pomeriggio del 24 giugno, due adolescenti, Ivanka Ivanković e Mirjana Dragičević, stavano passeggiando ai piedi della collina del Podbrdo quando, verso le quattro, dissero di aver visto una figura luminosa, sospesa su una piccola nube. La paura le spinse a scappare, ma la forza misteriosa di quella presenza le convinse a tornare più tardi, accompagnate da Vicka Ivanković, cugina di Ivanka.
La nascita del gruppo dei veggenti delle apparizioni di Medjugorje
Le ragazze raccontarono di aver rivisto la stessa figura: una donna con un bambino tra le braccia, che identificarono immediatamente come la Madonna. Il giorno seguente si aggiunsero altri giovani: Marija Pavlović, Jakov Čolo — che aveva solo dieci anni — e Ivan Dragičević. La figura ricomparve, e secondo Ivanka, le parlò persino della madre da poco scomparsa, un dettaglio che la colpì profondamente.
I primi messaggi e un clima politico teso
Nei giorni successivi, i ragazzi riferirono che la Madonna li invitava alla preghiera, alla conversione e soprattutto alla pace. Erano gli anni della Jugoslavia socialista, un periodo delicato in cui qualsiasi movimento religioso di massa veniva osservato con diffidenza. In paese la notizia corse rapidamente, alimentando curiosità e allo stesso tempo allarme nelle autorità.
Le visite mediche e il tentativo di contenere il fenomeno
Il 27 giugno ai giovani venne chiesto di sottoporsi a un esame psichiatrico, che inizialmente rifiutarono. Il giorno dopo furono portati all’ospedale di Mostar, dove la perizia confermò la loro sanità mentale. Intanto, sempre più persone si radunavano sulla collina. Il 28 giugno, a soli quattro giorni dalla prima apparizione, si contarono quasi diecimila presenti.
La pressione delle autorità e le apparizioni “in movimento”
La polizia tentò più volte di impedire l’accesso ai ragazzi e perfino di allontanarli dal villaggio. In un episodio rimasto famoso, mentre si trovavano in un’auto con due assistenti sociali, i veggenti raccontarono di vedere la Madonna venire loro incontro sulla strada.
Il 1º luglio riferirono un’apparizione perfino all’interno di un furgone della polizia. Il giorno seguente furono accolti nella canonica dei francescani, dove continuarono a dire di vedere la Madonna.
Dalla stampa locale al mondo intero
A metà luglio la notizia arrivò alle redazioni cattoliche di Zagabria, aprendo la strada a una risonanza nazionale e poi internazionale. Migliaia di pellegrini iniziarono a raggiungere Medjugorje, portando con sé aspettative, preghiere e racconti di luci misteriose nel cielo.
L’arresto del parroco e anni di tensione
Il governo jugoslavo interpretò il movimento attorno alle apparizioni come un possibile rischio politico. Il parroco, padre Jozo Zovko, fu accusato di alimentare il fenomeno e condannato a otto anni di carcere per “attentato all’unità della patria”. Solo dopo più di un anno la pressione delle autorità iniziò ad allentarsi, complice il flusso inarrestabile di fedeli.
I dieci segreti e la pergamena misteriosa
Tra il 1984 e il 1985 i veggenti affermarono di aver ricevuto dalla Madonna dieci segreti riguardanti eventi futuri. Il 25 giugno 1985 Mirjana disse di aver ricevuto una pergamena particolare su cui erano riportati i segreti in modo enigmatico: ogni persona vi leggerebbe qualcosa di diverso, tranne tre dei veggenti.
Si dice anche che, quando verrà il momento, ogni segreto sarà annunciato al mondo tre giorni prima del suo compimento dal francescano padre Petar Ljubičić. Uno avrebbe per oggetto un segno permanente che dovrebbe comparire sulla collina delle apparizioni.
I messaggi e la nascita di un centro di pellegrinaggio mondiale
Dal 1984 i veggenti iniziarono a diffondere messaggi che, secondo loro, provenivano dalla Madonna, che si presenta come “Gospa”, la “Signora”. Prima settimanali e poi mensili, i messaggi parlano di preghiera, conversione, digiuno e pace. Con il passare degli anni Medjugorje divenne uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati al mondo.
Le indagini della Chiesa sulle Apparizioni di Medjugorje
Dai dubbi iniziali alla Dichiarazione di Zara
Negli anni Ottanta la Chiesa mantenne un atteggiamento prudente. Il vescovo diocesano, Pavao Žanić, si mostrò scettico fin dall’inizio e nel 1984 la commissione da lui guidata diede parere negativo.
Il 1991 segnò una tappa importante con la Dichiarazione di Zara della Conferenza Episcopale Jugoslava. I vescovi affermarono che non si poteva affermare la soprannaturalità delle apparizioni, ma neppure escluderla. Una posizione sospesa, che negli anni fu interpretata in modo opposto da sostenitori e critici.
Le posizioni della Santa Sede e la commissione Ruini
Per molto tempo la Santa Sede si riferì soltanto a quella dichiarazione, permettendo i pellegrinaggi privati ma senza riconoscere ufficialmente le apparizioni.
Nel 2010 venne istituita una commissione internazionale guidata dal cardinale Camillo Ruini. I lavori durarono quattro anni e furono presentati alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Come riferito da Papa Francesco nel 2017, la commissione ritenne:
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probabilmente autentiche le prime sette apparizioni (24 giugno – 3 luglio 1981);
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non credibili sul piano soprannaturale le apparizioni successive e i dieci segreti.
Scopri di più sulla posizione della chiesa
Il punto di vista di Papa Francesco
Il Papa ha espresso riserve sulle apparizioni continuative, ma ha riconosciuto i frutti spirituali di Medjugorje e nel 2017 ha inviato un visitatore speciale, l’arcivescovo Henryk Hoser, per occuparsi dell’aspetto pastorale.
Il culto ufficiale della Madonna di Medjugorje (2024)
Il 18 settembre 2024 il Vaticano ha approvato il culto pubblico della Madonna di Medjugorje, permettendo anche i pellegrinaggi organizzati. La Santa Sede ha chiarito che questa decisione riguarda la pastoralità e non equivale a dichiarare autentiche le apparizioni, il cui giudizio resta sospeso.
Il giorno dopo, il vescovo locale, mons. Petar Palić, ha pubblicato un decreto che autorizza la diffusione del culto e l’organizzazione dei pellegrinaggi, confermando l’attuale posizione della Chiesa:
apertura pastorale, prudenza dottrinale, nessun giudizio definitivo.




