San Tommaso D’Acquino
San Tommaso d’Aquino
Dottore Angelico della Chiesa
Breve storia
San Tommaso d’Aquino nacque nel castello di Roccasecca, vicino ad Aquino, da una nobile famiglia longobarda. Fin da bambino entrò nell’abbazia benedettina di Montecassino, dove iniziò i suoi studi, assorbendo profondamente la ricca tradizione liturgica e spirituale del monachesimo. Successivamente proseguì la formazione a Napoli, dove entrò in contatto con la filosofia aristotelica, destinata a segnare in modo decisivo il suo pensiero. Fu proprio a Napoli che maturò il desiderio di entrare nell’Ordine dei Predicatori, i Domenicani. La famiglia, contraria a questa scelta perché sperava per lui una carriera ecclesiastica prestigiosa, arrivò addirittura a rapirlo e tenerlo prigioniero per oltre un anno. Tommaso rimase però fermo nella sua vocazione e, al termine della prigionia, poté finalmente prendere l’abito domenicano.
La formazione e l’insegnamento
Tommaso completò la sua formazione prima a Parigi e poi a Colonia, sotto la guida di Alberto Magno, uno dei più grandi maestri del suo tempo. Ben presto fu riconosciuto come un vero gigante dell’intelligenza, tanto da ricevere il celebre soprannome di Doctor Angelicus. Negli anni successivi insegnò in numerose città, tra cui Parigi, Napoli, Orvieto e Roma, producendo una quantità impressionante di opere: commentari ad Aristotele, trattati filosofici, scritti spirituali e, soprattutto, due opere monumentali della teologia cristiana, la Summa contra Gentiles e la Summa Theologiae. Quest’ultima rappresenta un immenso progetto di esposizione organica della fede cattolica in dialogo rigoroso e armonico con la filosofia.
L’esperienza mistica e la morte
Celebre è l’episodio mistico del dicembre 1273: dopo una visione durante la celebrazione della Messa, Tommaso smise improvvisamente di scrivere e disse al confratello Reginaldo:
«Tutto ciò che ho scritto mi sembra paglia rispetto a ciò che ho visto.»
Nel 1274, su invito di Papa Gregorio X, Tommaso si mise in viaggio per partecipare al Concilio di Lione. Durante il percorso si ammalò gravemente e trovò ospitalità presso l’abbazia cistercense di Fossanova. Qui, assistito amorevolmente dai monaci, morì il 7 marzo 1274, a soli 49 anni.
La canonizzazione
Dopo la morte di Tommaso d’Aquino, avvenuta nel 1274, la sua fama di santità e di dottrina crebbe rapidamente. Nel 1303, Bartolomeo di Capua chiese a Papa Benedetto XI di avviare il processo di canonizzazione, ma la morte del pontefice impedì l’inizio dell’inchiesta. Solo nel 1317, grazie all’intervento di Roberto di San Valentino e alla presentazione di un dettagliato dossier biografico e miracoloso, Papa Giovanni XXII decise di avviare formalmente le indagini. La scelta fu favorita anche dalla richiesta di Maria d’Angiò, che indicò Tommaso come santo da canonizzare.
Le inchieste canoniche
Il lavoro di raccolta delle testimonianze fu affidato a Guglielmo di Tocco e Roberto il Lettore. Nel 1318, Papa Giovanni XXII nominò tre commissari ufficiali:
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Umberto, arcivescovo di Napoli
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Angelo, vescovo di Viterbo
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Pandolfo di Sabello, notaio
La prima inchiesta, svoltasi tra luglio e settembre 1319, ebbe luogo principalmente a Napoli. Furono ascoltati 42 testimoni, che riferirono numerosi miracoli attribuiti all’intercessione di Tommaso, tra cui guarigioni fisiche e visioni del suo transito. Una seconda inchiesta fu avviata nel 1321 presso Fossanova, tra il 10 e il 27 novembre, durante la quale furono raccolte oltre 100 deposizioni. In questa fase, a causa di malattia o morte, Guglielmo di Tocco venne sostituito da Giovanni di Napoli.
La proclamazione della santità
Dopo oltre due anni di attente valutazioni, nel luglio 1323 Papa Giovanni XXII approvò ufficialmente la canonizzazione di Tommaso d’Aquino. Le cerimonie si svolsero ad Avignone il 14 e il 18 luglio 1323, con grande solennità e la partecipazione della corte reale di Napoli. La bolla papale stabilì la celebrazione liturgica il 7 marzo. La canonizzazione non fu priva di opposizioni: alcuni Francescani contestarono la sua dottrina e si opposero apertamente al riconoscimento. Nonostante ciò, la santità e l’ortodossia di Tommaso vennero pienamente confermate dalla Chiesa.
Reliquie, culto e riconoscimenti
Nel corso dei secoli, le reliquie di San Tommaso d’Aquino subirono diversi trasferimenti:
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nel 1303, la testa fu portata a Priverno
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nel 1369, le ossa del corpo furono trasferite da Fossanova a Tolosa per volontà di Papa Urbano V
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durante la Rivoluzione francese, furono collocate nella basilica di Saint-Sernin
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nel 1974, tornarono nella chiesa dei Giacobini
L’Ordine Domenicano accolse la canonizzazione con grande entusiasmo: già nel 1324, il capitolo generale lo riconobbe come uno dei suoi santi più illustri, subito dopo San Domenico. La liturgia in suo onore fu definita negli anni successivi. Nel 1517, Papa Pio V proclamò San Tommaso d’Aquino Dottore della Chiesa, uno dei pochissimi a ricevere tale titolo in quell’epoca. Nel 1969, la sua memoria liturgica venne spostata dal 7 marzo al 28 gennaio, anniversario della traslazione delle reliquie in Francia. San Tommaso d’Aquino è ricordato come «il più dotto dei santi e il più santo dei dotti». Papa Giovanni XXIIIaffermò a proposito della Summa Theologiae: «Quot articula, tot miracula» — tanti sono gli articoli quanti i miracoli.




