San Pio da Pietrelcina
San Pio da Pietrelcina
Breve storia
Francesco Forgione, conosciuto in tutto il mondo come Padre Pio da Pietrelcina, nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, un piccolo paese del Beneventano, in una famiglia contadina semplice ma profondamente devota. Fin da bambino mostrò una straordinaria sensibilità spirituale: amava la preghiera, percepiva la presenza degli angeli e di Gesù e parlava con la Madonna come con una madre.
A sedici anni entrò tra i Frati Cappuccini, assumendo il nome di fra Pio. Fu ordinato sacerdote nel 1910. La sua salute fragile lo costrinse a lunghi periodi di riposo, ma il suo cuore era già completamente unito a Cristo Crocifisso.
Nel 1918, mentre pregava davanti al crocifisso nella chiesina di San Giovanni Rotondo, ricevette il dono misterioso delle stimmate, le piaghe di Gesù impresse sul suo corpo. Da allora e fino alla morte, portò quelle ferite dolorose con amore e silenzio, cercando di nasconderle per non attirare attenzione su di sé. Le stimmate fecero di lui un segno vivente della Passione di Cristo. Numerosi medici e scienziati le esaminarono senza riuscire a trovare spiegazioni naturali.
Padre Pio offriva le sue sofferenze per la salvezza delle anime, dicendo:
«Il dolore è il miele che attira le anime a Dio.»
Per oltre cinquant’anni, trascorse giornate intere nel confessionale, spesso anche 15 ore al giorno, accogliendo fedeli provenienti da ogni parte del mondo. Era noto per il dono della scrutazione dei cuori e per la capacità di far sperimentare la tenerezza del perdono divino. Molti uscivano dal suo confessionale profondamente trasformati, con le lacrime agli occhi e il cuore rinnovato. Diceva:
«Dio è sempre pronto a perdonare, ma l’uomo deve chiedere perdono.»
Durante la sua vita compì numerosi miracoli e guarigioni, attribuiti alla sua intercessione: malati guariti, conversioni improvvise, bilocazioni, profezie e interventi inspiegabili. Era noto anche per il profumo di violette che emanava dalle sue mani, segno spirituale della sua presenza.
Nel 1956 realizzò uno dei suoi più grandi sogni: la fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza, un ospedale per i malati poveri, che ancora oggi è considerato uno dei centri sanitari più moderni e umani d’Europa.
Padre Pio morì il 23 settembre 1968, dopo aver celebrato la Messa e recitato il Rosario. Le sue ultime parole furono:
«Gesù, Maria.»
Per chi desidera approfondire episodi e testimonianze della sua vita, è consigliata la visione su YouTube di “Un minuto con Padre Pio”.
La beatificazione
Il miracolo di Consiglia De Martino
Consiglia De Martino, nata a Salerno il 20 gennaio 1952, casalinga, coniugata dal 1972 con Antonio Rinaldi, fu protagonista del miracolo riconosciuto per la beatificazione di Padre Pio.
La sera del 31 ottobre 1995, dopo giorni di intenso stress psico-fisico per l’assistenza a uno zio gravemente malato, accusò un dolore improvviso al torace sinistro, descritto come uno “strappo”. Nelle ore successive comparvero senso di soffocamento e una voluminosa tumefazione sopraclaveare, grande quanto un’arancia.
Condotta d’urgenza al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Salerno, gli esami diagnostici (TC total body con e senza mezzo di contrasto) evidenziarono un imponente spandimento di liquido linfatico in sede latero-cervicale, mediastinica, retrocrurale e retroperitoneale. I medici formularono la diagnosi di rottura o lacerazione del dotto toracico, con un versamento stimato di circa due litri di linfa, condizione che normalmente richiede un intervento chirurgico immediato.
Nonostante la gravità del quadro clinico, non venne praticata alcuna terapia né medica né chirurgica. In modo del tutto inatteso, già dal 2 novembre le condizioni della paziente iniziarono a migliorare rapidamente: la tumefazione si ridusse, i sintomi regredirono e il 3 novembre la massa era completamente scomparsa.
I successivi esami ecografici, radiologici e TC confermarono la totale scomparsa del versamento. Consiglia De Martino fu dimessa clinicamente guarita, senza alcun postumo. I medici e i periti dichiararono la guarigione rapida, completa, duratura e scientificamente inspiegabile, considerando l’impossibilità fisiologica di un riassorbimento spontaneo di tale quantità di linfa.
La canonizzazione
Il miracolo di Matteo Pio Colella
Nel 2000, Matteo Pio Colella, di soli 7 anni, fu colpito da una meningite acuta devastante. In meno di 24 ore la malattia comprometteva le funzioni di nove organi vitali, provocando coma, cianosi, edema polmonare e bradicardia. I medici dichiararono che non c’era più nulla da fare.
Negli atti della canonizzazione si legge che, in casi simili, quando gli organi compromessi superano i cinque, la mortalità è del 100% e non esistono casi documentati di sopravvivenza nella letteratura scientifica internazionale.
I genitori, devoti da anni a Padre Pio, iniziarono a pregare intensamente chiedendo la sua intercessione. Alla preghiera si unirono amici, parenti, insegnanti e perfino il personale sanitario.
Il 31 gennaio, dopo 10 giorni di coma, Matteo si risvegliò improvvisamente chiedendo un gelato. Raccontò alla madre di aver sognato Padre Pio, che gli aveva detto:
«Non ti preoccupare, guarirai.»
Contrariamente a ogni previsione, non rimase alcun danno cerebrale o renale. Dopo pochi giorni Matteo era in grado di guardare la televisione e condurre una vita normale. I medici non riuscirono a fornire alcuna spiegazione scientifica all’accaduto.
Il 22 novembre 2001, la Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò ufficialmente che la guarigione era:
«rapida, completa e duratura, senza postumi, scientificamente inspiegabile».
Questo miracolo portò alla canonizzazione di Padre Pio.
Oggi Matteo è un uomo adulto, conduce una vita serena e si dedica in particolare all’aiuto dei bambini autistici, svolgendo terapia in acqua, con gratitudine per il dono ricevuto.




