Santa Margherita da Crotona
Santa Margherita da Cortona
Breve storia
Margherita nacque a Laviano nel 1247 e morì a Cortona il 22 febbraio 1297. Giovane e bella, ma profondamente segnata dalla vita, trascorse una parte importante della sua giovinezza lontana da Dio. Visse nella mondanità, ebbe un amante, Arsenio, e un figlio, conoscendo un’esistenza disordinata e priva di un vero orientamento spirituale. Un evento drammatico segnò una svolta radicale nella sua vita. Un giorno Arsenio non fece ritorno a casa. Dopo giorni di angoscia e ricerche, il cane di famiglia la condusse fuori dal paese, fino a un cumulo di foglie e tronchi: lì giaceva il corpo del suo compagno, assassinato e in stato di decomposizione. Quella visione la colpì nel profondo: fu come se la realtà della morte e del peccato le parlasse direttamente al cuore. Margherita comprese che non poteva più continuare a vivere come prima. In lacrime, tornò dal padre chiedendo perdono. In pubblico si umiliò, presentandosi con una corda al collo, per riparare lo scandalo e i peccati del passato, implorando la misericordia di Dio. Respinta e umiliata, non desistette. Spinta da un autentico desiderio di conversione, si diresse verso Cortona, accompagnata da donne di buona volontà che la introdussero ai Frati Minori. Qui trovò un confessore che la aiutò a intraprendere un cammino serio di purificazione interiore. Nei tre anni successivi, Margherita visse una lotta durissima contro il peccato e le tentazioni: praticava penitenze severe, dormiva sul terreno, mangiava pochissimo, indossava abiti ruvidi e compiva espiazioni pubbliche. Ma nel silenzio, nella preghiera e nell’ascesi, la sua anima fu progressivamente trasformata.
Vita mistica e carità operosa
Nel corso di questo cammino, Margherita iniziò a ricevere esperienze mistiche profonde: visioni, dialoghi interiori con Cristo, consolazioni spirituali e una pace mai sperimentata prima. La sua santità, tuttavia, non rimase confinata alla contemplazione. Man mano che cresceva spiritualmente, Margherita divenne anche attivamente operosa. Fondò un ospedale per i poveri, istituì una confraternita femminile, detta Le Poverelle, per assistere gli ammalati, e si impegnò nella riconciliazione dei conflitti cittadini, richiamando alla fede, al perdono e alla misericordia. Il suo cambiamento radicale colpì profondamente la popolazione. Molti iniziarono a vederla come un segno vivente della misericordia divina, una testimonianza concreta che nessuna vita è irrecuperabile quando si incontra davvero Dio.
Miracoli e venerazione popolare
Dopo la sua morte, la fama di santità di Margherita crebbe rapidamente. Presso la sua tomba si moltiplicarono testimonianze di miracoli, guarigioni improvvise e grazie ottenute, tra cui:
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casi di ciechi che riacquistarono la vista invocando la sua intercessione;
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guarigioni da malattie gravi o croniche, senza spiegazione medica;
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la guarigione miracolosa di un ragazzino di Cortona, gravemente ferito alla testa dopo una caduta, ottenuta grazie alla preghiera della madre rivolta a Santa Margherita;
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la protezione della città di Cortona da eventi calamitosi, attribuita alla devozione popolare verso la santa.
Questi prodigi, uniti al suo amore instancabile verso i poveri e i peccatori, resero la sua vita una testimonianza potente e credibile. Il popolo iniziò a venerarla spontaneamente già subito dopo la morte.
Canonizzazione
Nel corso del tempo, la Chiesa raccolse documentazione, testimonianze e prove, riconoscendo che Margherita aveva vissuto le virtù cristiane in modo eroico. Nel 1728, Papa Benedetto XIII la canonizzò ufficialmente, confermando ciò che il popolo di Dio aveva già sperimentato da generazioni: la santità di una donna trasformata radicalmente dalla misericordia divina.




